La moviola di Parma-Napoli 1-1: il tocco di mano di Buongiorno era da rigore?
Finale acceso in Parma-Napoli, con i padroni di casa che protestano per un episodio chiave in area di rigore:
il tocco di mano di Buongiorno che ha fatto discutere tifosi e addetti ai lavori.
L’episodio: braccio largo e dubbi evidenti
Nell’azione incriminata, il difensore del Napoli interviene con un braccio che appare
ampiamente fuori figura, una situazione che spesso porta alla concessione del calcio di rigore.
Proprio per questo motivo, le proteste del Parma si sono concentrate anche sull’operato del VAR,
con Abisso che non ha richiamato l’arbitro Di Bello per una revisione al monitor.
Perché il VAR non è intervenuto?
La chiave di lettura dell’episodio è legata a una specifica interpretazione regolamentare,
già evidenziata anche nelle linee guida UEFA.
Il pallone, infatti, viene calciato a distanza ravvicinata da un compagno dello stesso Buongiorno.
In queste circostanze, il regolamento tende a considerare il tocco di mano come non punibile.
Il movimento del braccio: istintivo e non punibile
Un altro elemento determinante è il movimento del difensore: nel momento in cui si accorge del tiro del compagno,
tenta di frenarsi, allargando e alzando il braccio in modo evidente.
Questo tipo di gesto viene spesso interpretato come un movimento non volontario ma legato all’equilibrio del corpo,
e quindi non sanzionabile.
La probabile interpretazione ufficiale
È verosimile che anche dai vertici arbitrali arrivi una conferma di questa lettura:
nonostante la posizione del braccio possa sembrare punibile a prima vista,
il contesto dell’azione porta verso la decisione di non assegnare il calcio di rigore.
Conclusione
Un episodio che dimostra ancora una volta quanto sia fondamentale analizzare ogni dettaglio
nelle situazioni di fallo di mano: posizione del braccio, distanza del tiro e dinamica complessiva.
